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Che cos’è lo Stato: quello che devi sapere

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Se vuoi sapere che cos’è lo Stato e approfondirne storia, evoluzioni e tipologie, allora ti consigliamo di fermarti qualche minuto su questa pagina.

La guida che segue, realizzata dall’Università Telematica Niccolò Cusano di Milano, si pone l’obiettivo di fornire le informazioni necessarie per assecondare esigenze di ricerca scolastica, curiosità di tipo culturale e necessità di tipo professionale.

La struttura del post mira a fornire una panoramica, sintetica e generale, degli step che hanno condotto alla nascita dello Stato moderno.

Ma partiamo dall’inizio …

Un po’ di storia

Lo Stato moderno si afferma tra il XV e il XIX secolo.

In Europa si verifica un graduale accentramento del potere al quale anche la Chiesa risulta subordinata.

Uno passo importante è riscontrabile nel diritto di emettere moneta al quale segue lo sviluppo dell’economia monetaria. La differenza sostanziale rispetto al sistema feudale è identificabile nel pagamento in valuta.

Con la fine della Rivoluzione Francese si afferma lo stato democratico, le cui basi poggiano sulla necessità di legittimare il potere centrale attraverso il consenso dei cittadini.
L’approvazione di cui sopra passa attraverso politiche di assistenza economica finalizzate all’uguaglianza; più formale che sostanziale.

In occidente il capitalismo sta letteralmente stravolgendo i principi sui quali si fonda lo stato sociale; quest’ultimo si sta pian piano trasformando in un’entità nella quale è il mercato a indirizzare quelle che sono le scelte politiche, economiche, amministrative e militari.

In un simile contesto non è difficile immaginare la trasformazione alla quale sono soggetti i cittadini, sempre più lontani dall’essere considerati tali e sempre più vicini a diventare meri consumatori che interagiscono in un’economia fortemente e irreversibilmente globalizzata.

Definizione di Stato

Per capire che cos’è lo Stato bisogna necessariamente partire dalla definizione.
In particolare prenderemo in esame quelle fornite dai due siti di enciclopedie online più consultati dagli utenti, Treccani e Wikipedia.

Treccani:

Ente dotato di potestà territoriale, che esercita tale potestà a titolo originario, in modo stabile ed effettivo e in piena indipendenza da altri enti”

Wikipedia:

“Lo Stato è un’entità politica sovrana, costituita da un territorio e da una popolazione che lo occupa, da un ordinamento giuridico formato da istituzioni e leggi”

Gli elementi costitutivi

Nel dettaglio, sul sito della nota enciclopedia online si distinguono i seguenti tre elementi caratterizzanti, quali:

  1. Territorio: area geografica, ben definita, sulla quale viene esercitata la sovranità
  2. Cittadini: popolazione sulla quale viene esercitata la sovranità
  3. Ordinamento politico e ordinamento giuridico: norme giuridiche che regolano la vita dei cittadini all’interno del territorio

I poteri

L’esercizio delle funzioni statali avviene attraverso la combinazione di tre poteri:

  1. Potere legislativo
    E’ esercitato dal Parlamento e consiste nell’emanare leggi.
  2. Potere esecutivo
    E’ esercitato dal Governo e consiste nella capacità di applicare le leggi e di farle rispettare.
  3. Potere giudiziario
    Indipendente dai precedenti è esercitato dalla Magistratura e consiste nella capacità di giudicare, e se necessario punire, con imparzialità chi ha violato la legge.

Separazione dei poteri

Quando si parla di poteri è d’obbligo un accenno a quello che rappresenta il principio fondamentale dello stato di diritto e della democrazia liberale, ovvero la ‘separazione dei poteri’.

Si tratta in altre parole dell’attribuzione delle tre funzioni pubbliche (legislativa, amministrativa e giudiziaria) a tre distinti organi indipendenti dagli altri poteri.

Il concetto si basa sulla certezza che la suddivisione dei poteri tra più organi è la maniera migliore e più efficace per prevenire gli abusi; tale idea affonda le proprie origini nell’antichità, a partire dal periodo della Grecia Classica quando il governo definito ‘misto’ rappresentava la soluzione più idonea per evitare l’accentramento del potere in capo ad un unico soggetto.

Per quanto l’idea della separazione dei poteri si ritrovi già in Aristotele, la moderna tripartizione si basa sulla teoria di Montesquieu.
Nell’opera ‘Lo Spirito delle leggi’, pubblicata nel 1748, il filosofo francese sostiene che l’unica arma davvero efficace contro il rischio ‘dispotismo’ è decentrare i poteri, affidandoli ad organi distinti e indipendenti, così che l’uno possa controllare l’operato dell’altro.

Stato moderno

Le forme

Prima di addentrarci nell’ambito delle varie tipologie di stato è fondamentale comprendere la differenza che esiste tra le espressioni ‘forma di stato’ e ‘forma di governo’.

Nel primo caso ci si riferisce al tipo di rapporto esistente tra governante e governati (cittadini); più in particolare indica il modo in cui è strutturata la combinazione tra i tre elementi costitutivi (popolo, territorio, governo).

Per ‘forma di governo’ si intende invece il modo attraverso il quale lo Stato organizza e distribuisce le funzioni ai suoi organi costituzionali; la locuzione indica altresì le tipologie di rapporti che si instaurano tra gli stessi organi.

Ne consegue quindi che dalla forma di Stato dipende la forma di Governo adottata.

Stato assoluto

Prima forma moderna, nasce in Europa tra il 1400 e il 1500.

La caratteristica principale è l’accentramento del potere nelle mani del sovrano, il cui volere rappresenta l’unica fonte di legge.

Il re detiene potere illimitato in ambito legislativo, esecutivo e giurisdizionale; per evitare il rischio di un’opposizione da parte del popolo si avvale della concessione di benefici e privilegi a coloro i quali rientrano nelle cosiddette ‘classi nobili’.

Il sistema cade in seguito alla Rivoluzione Francese con l’affermazione dei principi di libertà e uguaglianza dei cittadini.

Stato liberale

Con la fine della Rivoluzione Francese si attesta tra la borghesia l’esigenza di limitare il potere e gli arbitri del sovrano.

Nasce così lo Stato liberale nel quale vige la tutela della libertà.
Con la Carta Costituzionale vengono infatti riconosciuti ai cittadini i cosiddetti diritti inviolabili, sia pubblici che privati.

Viene introdotto il suffragio elettorale per alcune categorie di cittadini, selezionati sulla base del livello di istruzione, del sesso e dell’età.

Tra i principi fondamentali il diritto di proprietà privata e di iniziativa economica

Stato pluralista

Si sviluppa a partire dalla seconda metà dell’Ottcento. Tra i suoi segni distintivi il suffragio universale e i partiti di massa impegnati a rappresentare gli interessi della classe proletaria.

I principi fondamentali sono identificabili nella tolleranza, nel riconoscimento costituzionale dei diritti sociali, nella libertà di manifestazione del pensiero, nella segretezza e libertà di voto,

Stato totalitario

Siamo nell’ambito del fascismo, sviluppatosi nella prima metà del XX secolo.

Lo stato totalitario fascista si basa su un partito unico, il quale interviene in ogni settore della vita sociale e politica del Paese.

Tra i principi sui quali si basa: l’abolizione delle libertà politiche e civili, il divieto di associazione politica e sindacale, la soppressione del diritto di sciopero e il controllo dell’attività di stampa.

La fine del fascismo in Italia coincide la con la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Stato socialista

Il progetto socialista si è affermato, prevalentemente nei paesi dell’Est, con la Rivoluzione Russa del 1917 ed è crollato con la disgregazione dell’Unione Sovietica.

Tra i principi fondamentali quelli del marxismo-leninismo. I suoi caratteri principali la presenza di un partito unico, l’uguaglianza sociale ed economica tra tutti i cittadini e l’abolizione della proprietà privata.

L’intervento dello Stato è previsto in tutti i settori; la stampa è sottoposta a censura.

Stato democratico

Base dei governi dei paesi più sviluppati, la democrazia può essere considerata un’evoluzione del liberalismo.

Si fonda sulla costituzione e prevede una serie di principi che sanciscono il potere del popolo; quest’ultimo, attraverso il suffragio universale, ha la facoltà di scegliere i propri rappresentanti.

La struttura, pluralistica pluripartitica, prevede la separazione dei poteri, il riconoscimento dei diritti umani, il principio di non discriminazione e l’ampliamento dei diritti del cittadino.