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Come scrivere la bibliografia per una tesi di laurea in giurisprudenza?

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La bibliografia di una tesi di laurea in giurisprudenza è la sezione che conferisce attendibilità all’elaborato, rendendolo nel contempo completo.

Troppo spesso sottovalutato dagli studenti, per cui buttato giù in fretta e furia, l’elemento è tutt’altro che secondario; al contrario contribuisce alla valutazione dello scritto.
Ecco perché è fondamentale realizzarlo con cura e attenzione.

Oggi, lo studio si avvale di innumerevoli e svariate fonti di approfondimento, tra le quali manuali, saggi e testi di vario genere.
Con lo sviluppo di internet anche le risorse online rientrano, sempre più spesso, tra le fonti consultate dagli studenti, per approfondire un argomento e per raccogliere dati e informazioni.

Bibliografia e sitografia

La bibliografia è l’elenco delle fonti, fisiche e digitali, consultate dallo studente durante l’elaborazione della tesi; la sua finalità è fornire al lettore i dati necessari per individuare i documenti citati e approfondire la tematica, e allo stesso tempo rendere un’idea generale del tipo di lavoro e del livello di approfondimento dell’argomento.

A seconda della tipologia di supporto utilizzato per accedere all’informazione le fonti consultate vengono suddivise in due sezioni separate:

  1. Bibliografia: fonti cartacee (libri, articoli di riviste e quotidiani, documenti ecc.)
  2. Sitografia: fonti online (siti, portali web, database digitali, magazine e giornali online, ecc.)

Entrambe le risorse richiedono un accurato processo di selezione, il cui obiettivo è raccogliere materiale autorevole e attendibile.

Come preparare la bibliografia per la tesi in giurisprudenza: linee guida

Partiamo da una premessa: la bibliografia deve contenere esclusivamente le risorse consultate in prima persona; non è quindi necessario menzionare le opere e i documenti presenti nelle bibliografie degli autori personalmente consultati.

È piuttosto evidente che per ‘consultate’ non si intende la lettura dell’intera opera.

Il modello della sezione ‘bibliografia’ varia a seconda della disciplina (ad es. il modello Vancouver è utilizzato prevalentemente per le tesi di carattere scientifico); ciò significa che non è possibile identificare un’impostazione standard, universalmente valida.

Entriamo quindi nel cuore del nostro post e cerchiamo di capire come scrivere la bibliografia per una tesi di laurea in giurisprudenza. Nei paragrafi che seguono l’università telematica Cusano di Milano ha raccolto una serie di dritte e consigli per realizzare un lavoro curato nei minimi dettagli.

Per quanto ogni materia preveda delle peculiari regole redazionali, esistono anche regole generali valide per qualsiasi argomento.

Eccole sintetizzate nel seguente elenco:

  • Ordine alfabetico
  • Ordine cornologico dalla più vecchia alla più recente
  • Privilegiare le prime edizioni

Approfondiamo i tre punti.

Il primo elemento da inserire nella bibliografia, relativamente ad ogni opera consultata, è il cognome dell’autore.
L’elenco degli autori deve quindi essere riportato in ordine alfabetico.

Nel caso in cui di uno stesso autore sia stata consultata più di un’opera bisogna procedere in un ordine cronologico partendo dalla meno recente per arrivare alla più recente.

Passiamo ora ad analizzare le informazioni, e il relativo ordine, da riportare per ogni opera:

  • cognome dell’autore seguito dall’iniziale puntata del nome
  • titolo e sottotitolo dell’opera, scritti in corsivo e separati da un punto
  • luogo di pubblicazione (reperibile sul retro del frontespizio)
  • casa editrice
  • data di pubblicazione, riportata tra parentesi
  • numero dell’edizione
  • traduzione, nella quale devono essere riportati, in minuscolo e separati da virgole, il nome del traduttore, il titolo tradotto, il luogo di edizione, l’editore, la data e il numero delle pagine.

Nei casi in cui alcune informazioni non siano reperibili si utilizzano le seguenti sigle:

  • s.l. = senza luogo
  • s.d. = senza data

Se il libro sia stato scritto da più autori è buona norma inserire il cognome e il nome di ognuno di essi, in ordine alfabetico, seguiti dalle informazioni del testo del precedente elenco.

Attenzione, nessuna delle informazioni riportate nell’elenco deve essere scritta in stile anglosassone, ovvero in maiuscolo.

In ogni caso è importante sottolineare che le modalità di citazione di un’opera variano a seconda della fonte (libro, articolo, documento …).

Ad esempio se la fonte è un articolo le informazioni da inserire sono:

  • Cognome e nome dell’autore
  • Titolo dell’articolo scritto in corsivo
  • Titolo della rivista scritta tra virgolette e preceduto da ‘in’ (in corsivo)
  • Annualità, indicata con una ‘a’ e scritta in numeri romani, e numero della rivista, indicata con ‘n’ e numeri arabi in grassetto
  • Data di pubblicazione
  • Intervallo di pagine consultate

Nei casi in cui la fonte è un atto congressuale oppure una pubblicazione di un ente, ai dati dell’elenco appena riportato bisogna aggiungere: le date e il titolo del congresso, per gli atti, e il nome dell’ente, per le pubblicazioni.

Prima di concludere qualche breve suggerimento per la realizzazione della sitografia.

Per l’inserimento di un sito all’interno della ‘sitografia’ è sufficiente menzionare la URL.
Se invece l’inserimento riguarda un articolo bisogna citarte il nome e il cognome dell’autore, seguiti dalla URL attraverso la quale è raggiungibile l’articolo e dalla data dell’ultimo aggiornamento.

Ora sai come preparare la bibliografia per la tesi di laurea in giurisprudenza; non ti resta che iniziare ad impostare l’elenco e ordinarlo secondo le linee guida riportate nel corso di questo post.

Credits immagine: DepositPhoto.com/Elnur

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